CALZATURE

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La scarpa ha assunto,negli ultimi anni soprattutto per le donne, una notevole importanza come capo d’abbigliamento e non come strumento per camminare.
Le calzature, decollete, con tacco alto, fanno si che la donna acquisti grazia ed eleganza, l’incedere diventa sinuoso trasmettendo qualcosa di erotico, per attirare l’attenzione.

Alla base di tutto ciò esiste un tacito accordo: si producono scarpe sbagliate per creare un modello di donna; la donna le usa per aumentare il suo potere seduttivo.
Il problema principale è la mancanza di una corretta informazione.

A causa dell’influenza delle moderne strategie di marketing, e a volte per ignoranza, si riscontra una diffusa tendenza all’utilizzo delle cosiddette “calzature comode”, che, in molti casi, non sono frutto di una progettazione che tenga conto della meccanica del cammino.

Purtroppo molti dei danni al piede sono irreversibili, e non possono essere risolti con il tardivo ricorso alle terapie chirurgiche.
Il fatto su cui riflettere è questo: dobbiamo prevenire. Dunque abbiamo il dovere di informarci e documentarci per capire come indirizzarsi nelle nostre scelte.

Le informazioni che riceviamo sono messaggi commerciali,carichi di metafore, ma la vera informazione, quella tecnico-scientifica è assente.
Dovremmo renderci conto di quanto sia importante utilizzare scarpe che siano dei veri e propri “strumenti per il cammino”, ma non abbiamo idea di quali debbano essere le caratteristiche e così la loro scelta cade inevitabilmente su calzature non idonee.

La soluzione deve partire dalla scarpa

La scarpa deve essere adeguata, alle misure del piede poi, se necessario, possiamo inserire anche un plantare per ottimizzare il carico o la deambulazione.
Le calzature, dovranno rispettare precise regole, altrimenti potranno dar luogo a disturbi, algie ed infine a deformazioni del piede.

Regole di una buona calzatura

Deve essere costruita con materiali adatti a varie esigenze, naturali o sintetici, purchè traspiranti.
La parte posteriore dovrebbe essere rigida con un contrafforte, in modo da garantire un efficace contenimento ed una buona stabilizzazione del retropiede, la cui mancanza potrà provocare dislocazioni mediali o laterali del calcagno. La suola specialmente nella parte posteriore (la zeppa) non dovrà essere di materiale troppo morbido la quale con il tempo avrebbe una deformazione plastica (irreversibile) mediale o laterale.
Importante è stabilire uno stretto rapporto retropodalico, a questo si può ovviare usando scarpe allacciate che impediscono al piede di scivolare in avanti (punto di contro discesa) e lasciare spazio e libertà alle dita.

Nelle scarpe decolletè questo non accade e si utilizza la punta delle dita come punto di controdiscesa causando vari tipi di lesione ungueale.
Il piede scivola in avanti sotto l’effetto della gravità e si arresta solo quando le dita raggiungono la punta della scarpa. Con queste accorgimenti saremo certi di aver scelto una calzatura con caratteristiche tecniche ottimali. Purtroppo tutto questo non ha valore se ci troviamo in presenza di una Patologia già in atto. Sarà utile rivolgersi presso un ortopedia per avere i primi consigli.